Alan, Stu, Phil e Doug. Il branco di lupi di nuovo
insieme per aiutare uno dei suoi: Alan. Il lupo a capo del branco, infatti, ha
smesso di prendere le sue medicine e questo lo porta ad avere una visione
ancora più distorta della realtà. Il branco accompagnando Alan in un centro di
recupero psichiatrico sarà investito da una serie di inaspettate avventure che
renderanno il terzo ed ultimo capitolo della saga il giusto ed epico finale di una divertentissima serie di film.
Recensione: Una notte da leoni 3
Il gruppo nel suo insieme è caratterizzato
splendidamente. Fin dal primo film della serie emergono i vari aspetti
caratteriali di ogni singolo personaggio che, come suggerisce Todd Philips in
un’intervista, fanno in modo che lo spettatore si appassioni e si identifichi
in uno dei personaggi. I più razionali si identificheranno nel dottore/dentista
Stu, i più impulsivi nel professore anticonformista Phil, i più strani nel capo
branco Alan.
Ogni personaggio ha un suo modo di pensare, agire e
reagire che chi ha visto i primi due capitoli della saga ha imparato ad
apprezzare e prevedere. La sceneggiatura, scritta nel modo più elastico ed
intelligente possibile, riesce ad azzerare i tentativi di previsione dei
passaggi successivi dell’intricata vicenda. Quello che lo spettatore sa
entrando al cinema è che ci sarà un lieto fine. Stop. Nel resto non vi è
certezza alcuna, lo spettatore non è a conoscenza di cosa succederà, di chi
sarà coinvolto, non sa chi verrà messo in imbarazzo e chi rapito.
Nonostante un’iniziale lieve senso di disorientamento per
una forzatura della trama che ha l’evidente scopo di cercare a tutti i costi di
creare una situazione tragicomica il prima possibile (cosa che non avviene nel
primo e nel secondo film), la sceneggiatura riesce ad essere divertente senza
essere volgare, leggera senza essere demenziale e tragica senza essere seria.
L’ottima regia dei primi due film si conferma nell’ultimo
capitolo, con qualche piccola pecca a livello di effetti speciali nei primi
minuti del film. Di certo l’ambientazione a Las Vegas aiuta a rendere la
cornice di questa storia piacevole per gli occhi e le musiche aiutano ad
accompagnare lo spettatore verso una sana e spensierata risata.
Da vedere. 7+
