Trama
A 24 anni Laura aspetta ancora il suo principe azzurro.
Così, quando ad una festa appare Sandro, Laura pensa di aver trovato quello
giusto. Ma poi incontra Maxime e inizia a chiedersi se non ci siano principi
migliori di altri.
Recensione: Quando meno te lo aspetti
La storia scritta da Agnès Jaoui e Jean Pierre Bacrì è un
connubio di favole, emozioni e sentimenti. Vengono unite in una sola storia
buona parte delle favole che hanno riempito l’infanzia di ognuno di noi. C’è
cappuccetto rosso ed il lupo cattivo, biancaneve, la strega
cattiva e lo specchio. C’è cenerentola (anche se è un lui) che si perde la scarpetta e c’è la nonna (anche se è una zia) alla fine della pericolosa strada nel bosco. Questo mix riuscito splendidamente racconta le emozioni contrastanti dell’amore, possano essere questi per una ragazza della propria età, per l’effimero amore di una ragazza verso un uomo adulto, di un padre che riscopre l’amore per i figli o di un ex marito che riscopre l’amore per l’ex moglie.
cattiva e lo specchio. C’è cenerentola (anche se è un lui) che si perde la scarpetta e c’è la nonna (anche se è una zia) alla fine della pericolosa strada nel bosco. Questo mix riuscito splendidamente racconta le emozioni contrastanti dell’amore, possano essere questi per una ragazza della propria età, per l’effimero amore di una ragazza verso un uomo adulto, di un padre che riscopre l’amore per i figli o di un ex marito che riscopre l’amore per l’ex moglie.
Ambientata a Parigi la storia attraversa tutte le fasi
dell’amore: essere single, fidanzato, tradito, sposato, divorziato, avere dei
figli, innamorarsi di Dio, ricostruire il rapporto con il proprio figlio. L’ambientazione
risulta in secondo piano, non si sente la presenza di una città così
incantevole e piena a sua volta di favole come in Midnight In Paris.
Parlando della resa si parla dei due grandissimi ostacoli
che dovrà sormontare questo film per essere conosciuto dal grande pubblico: il
film è in francese, ovviamente sottotitolato, e dura 2 ore.
La storia tratta di alcune vicissitudini amorose di un
nucleo famigliare allargato di una ragazza e del nucleo famigliare allargato di
un ragazzo. Mettendo l’amore al centro della storia non esiste lingua più
appropriata del francese per parlarne. Leggere i sottotitoli all’inizio
sembrerà difficile, e in molti si perderanno le sottili battute del padre del
ragazzo che con molta autoironia farà sorridere, ma non appena si supera quest’invisibile
barriera il film scorrerà facilmente, facendo dimenticare l’iniziale astio.
Considerando il maestro del genere commedia, Woody Allen,
prima di qualsiasi discorso intorno alla trama ed intorno alla simpatia delle
battute si apprezza la breve durata del film. Una commedia per sua
conformazione non può essere troppo lunga: il rischio che si corre è quello di
aggravare inutilmente la sceneggiatura con il tempo. La scelta di far durare
così tanto il film è sicuramente subordinata alla quantità di argomenti che
tratta, tutti estremamente coerenti ed appropriati, ma rappresenta la grande
nota dolente del film.
La musica composta principalmente da archi aiuterà lo
spettatore a sentirsi leggero come il tema trattato.
La regia di Agnès Jaoui è da rimandare a settembre, non che
in una commedia si apprezzi troppo la regia, ma alcuni virtuosismi risultano in
contrasto con le premesse. Quello che ci si aspetta da una favola è una regia
che non faccia sentire la pesantezza della macchina da presa, ma che invece
quasi si nasconda dietro la telecamera per non farsi né vedere né sentire, nel
film invece, in alcuni momenti, la regia sembra quasi voler prendere la scena
al posto dei giovani attori. Questo errore però non è molto grave, non
pregiudica la resa del film.
Il film è leggero e simpatico, uscendo dalla sala si
prova un senso di spensieratezza che non è da ricercarsi nell’happy ending
quanto nelle emozioni trasmesse attraverso lo schermo. Considerando però gli
aspetti da rivedere del film il voto non può superare la sufficienza.
Quindi 6.
Quindi 6.