Dal 10 aprile al cinema
Trama
Gea ha 11 anni e sta attraversando la fase di ribellione
verso l’autorità dei genitori quando la sua strada si incrocia con quella di Arianna,
una scrittrice di successo che vive un esilio volontario in un paese di mare.
Recensione di: Nessuno mi pettina bene come il vento
Arianna non ha figli ed il suo matrimonio è finito
bruscamente anche per colpa della troppa popolarità dell’ex marito, Gea entrerà
in maniera dirompente nella sua vita distruggendo in un attimo la tranquillità
che con tanta fatica Arianna si è creata intorno a sé.
Al centro dello storia c’è una delle fasi più problematiche
della vita: il passaggio da bambini ad adolescenti, quando non si è “né carne
né pesce” e le poche certezze che si hanno si sgretolano in un istante. Il film
è profondo nel dipingere il carattere di Arianna, la quale sembra aver ben più
di uno scheletro nell’armadio che cerca di scacciare con la routine ed il
silenzio di cui si circonda. Il terzo ed ultimo argomento trattato è l’ambiguità
di Yuri, un ragazzo di 16 anni che vive nello stesso paese di Arianna. Lui subisce
la criminalità che lo circonda - essendo un piccolo spacciatore ed avendo la
madre che lavora in un night club, arrotondando con i clienti più fedeli – e cerca
di combatterla anche se non vede una possibile via di fuga, avendo la
sensazione di essere ormai un’anima perduta.
È un film che analizza varie situazioni dando un taglio
troppo drammatico ad ognuna di esse, cosicché lo spettatore non sappia mai con
quale identificarsi. Alla fine del film nessuna riuscirà veramente a rimanere
nel cuore perché nessuna è al centro della storia, sembra quasi di guardare una
telecamera di sorveglianza che si limita a documentare alcune situazioni, senza
dare un taglio positivo o negativo al carattere dei protagonisti.
Nella sua totalità lento ed ingiustamente complesso.
Voto: 4
Durata: 90’
Genere: Drammatico
Di: Peter del monte
Con: Laura Morante, Andreea Denisa Savin, Jacopo Olmo
Antinori

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