Dal 27 marzo al cinema
Trama
Quattro donne si rifugiano in campagna in seguito al
fallimento della piccola impresa a conduzione familiare, questa nuova vita
porterà con sé nuove possibilità e nuovi problemi.
Recensione di: In grazia di Dio
Un microcosmo fatto di sole donne - osteggiato da ogni parte
da Equitalia, finanziamenti e tassi di interesse altissimi - che riesce a
sopravvivere e vivere all’ombra degli uliveti pugliesi: sopravvivendo con il
baratto dei frutti della propria terra e vivendo le emozioni tipiche di una realtà
bucolica. La più anziana e la più giovane del
disgraziato gruppetto, la nonna Salvatrice e sua nipote Ina, rappresentano
un organismo unico che decide, sbaglia e torna sui propri passi. Ma sono Adele
e Maria Concetta, le due sorelle più vicine, che animano i dialoghi ed i litigi
palesando le difficoltà di un allontanamento dal nucleo cittadino di una
piccola realtà pugliese. Marginale ma fondamentale è il ruolo degli uomini
Stefano, Vito, Cosimo e Crocifisso che suggeriscono idee per risolvere i
problemi, spesso e volentieri creandone altri e di ben più imponente portata.
Presentato alla 64° edizione della Berlinale nella sezione Panorama,
In grazia di Dio è il sesto lavoro di Edoardo Winspeare, regista specializzato
nel film “da festival”.
Per quanto la regia scandisca come un metronomo il proprio
linguaggio, cercando di spiegare quello che il debuttante cast non riesce ad
argomentare, il film risulta macchinoso ed indubbiamente troppo lungo per la
pochezza della storia che tratta. Il piccolo insieme delle protagoniste
femminili è un universo ipocrita che si contraddice con un ritmo regolare, e
che non riesce a rendere la drammaticità della situazione perché a tutti gli
effetti la storia non è drammatica.
Presentato come un film “ecologico”, nel senso che cerca di mostrare
allo spettatore la dimensione campestre come un’ottima soluzione ai problemi
della vita, il film manca del tutto il bersaglio dimostrando come in assenza di
ottimismo e denaro cash, qualsiasi spazio – rurale o cittadino che sia – è un
busto troppo stretto che non permette di respirare.
Un film in pugliese sottotitolato, lento e con macroscopici
errori di fotografia.
Voto: 4
Durata: 123’
Genere: Drammatico
Di: Edoardo Winspeare
Con: Celeste Casciaro, Laura Licchetta, Gustavo Caputo, Anna
Boccadamo, Barbara De Matteis

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