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Trama
Uno spaccato della vita sentimentale di Juliette.
Recensione di: Juliette
Realizzato nel 2012 in Francia, è presentato al festival
internazionale del film di Roma 2013 nella categoria “alice nella città”,
sezione autonoma e parallela del festival con al centro dell’attenzione le
tematiche giovanili.
Debutto sul grande schermo per il regista Pierre Godeau, Juliette tratta le vicissitudini amorose
di una ragazza francese di 25 anni, la quale, ad una prima occhiata, pare avere
in pugno il genere maschile in toto. Lei spadroneggia nell’universo del sesso
forte relegando i malcapitati adulatori al ruolo di “uomini oggetto”. Strano,
sicuramente, ma efficace. Lei si fa accompagnare al cinema da uno, fa l’amore
con un altro, si fa offrire da bere da un altro ancora. Opportunista e
spregiudicata, sicura di se e ferma nelle decisioni.
Ma poi succede qualcosa. La trama devia bruscamente ed
abbandona il percorso per condurre lo spettatore in un luogo totalmente
inaspettato: arriva l’amore. Juliette ci casca con tutte le scarpe e solo in
quel momento si riscopre debole, vulnerabile e donna. L’evoluzione di Juliette
dall’inizio alla fine del film è tale da farle cambiare modo di vestire, agire
e pensare. Trova un lavoro, trova un senso alla vita e, forse, trova l’amore.
Juliette ha un rapporto ambiguo con il suo stesso sesso. È violenta
ed iraconda. Litiga con la sorella che tenta di impersonare sua madre, litiga
con la migliore amica perché non vuole che si fidanzi, la vuole tutta per se.
Ma poi il genere femminile si solleva e, scrollandosi di dosso i pregiudizi di
Juliette, riesce a ricostituire un rapporto sano e stabile solo dopo l’avvenuta
liberazione di Juliette, quando cioè scopre se stessa ed ammette i suoi limiti.
Particolare ed interessante, Pierre Godeau ha gli strumenti
per riuscire a inviare il messaggio desiderato in un film. Evita contraddizioni
e banalità, e cerca di stupire lo spettatore presentando l’amore sotto un focus
diverso: non è un film cerebrale, strappalacrime o romantico, è un film lineare,
una trama minimal ed un regista efficace. In questo risiede l’unica vera
critica: il film è sufficiente. Non riesce e non vuole sbilanciarsi, per paura,
forse, di attirarsi inutili critiche risulta essenziale, preciso al centimetro.
Un po’ più di coraggio in sede di stesura e di ripresa avrebbe dato carattere
ad un film che ha gli argomenti e la struttura per poter avere successo, ma
manca gravemente di spessore.
Voto:6
Di: Pierre Godeau
Durata: 81
Genere: Drammatico, Romantico
Con: Àstrid
Bergès-Frisbey

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