Prossimamente al cinema
Trama
Un gruppo di ragazzi sudamericani si raduna nella casa di
campagna di uno di loro, quando si incontreranno 10 anni dopo saranno molto
diversi.
Recensione di: Entre nos
L’ultimo film di Paulo e Pedro Morelli è presentato al festival
internazionale del cinema di Roma del 2013 nella sezione “in concorso”.
È un film estremamente cerebrale in cui i veri protagonisti
sono il silenzio, la natura e la luce, ma il greve contorno è costituito da un
dramma che sconvolge le esistenze di un gruppo di ragazzi brasiliani. Ogni
componente del gruppo reagisce in un modo diverso all’improvvisa dipartita
dell’amico Rafa: c’è chi si chiude in se stesso evitando l’argomento e
riferendosi all’incidente come “quel fatto” o “quella cosa”, c’è chi invece ne
vuole parlare per onorare la memoria dell’amico venuto a mancare.
Il film analizza le dinamiche umane dando una fortissima
rilevanza alle emozioni, presenti sempre al centro della telecamera. C’è il
rimorso di chi poteva fare qualcosa ma non l’ha fatta, il senso di rivincita di
chi non era nessuno e ora è famoso, c’è ambizione, goliardia, sentimento,
invidia. Il protagonista è uno scrittore, ma tutto il resto del gruppo sembra
gravitare intorno a questo stesso ambiente, lui di certo è uno scrittore affermato.
Come molti scrittori ha un animo denso di tristezza e di cinismo, cerca di
guardare quello che gli succede e quello che gli è successo sotto un’ottica
diversa in modo tale che, analizzandolo, ne possa trarre un libro. In un
dialogo arriva a domandarsi “Devo uccidere qualcuno per scrivere un giallo?
Devo stare con un uomo per scrivere un romanzo gay?”. L’essere scrittore
conferisce al personaggio un’aurea mistica che solo le sue paure ed il suo
cinismo rischiano di intaccare.
È una storia che non ha inizio e non ha fine, un pezzo di
vita di un gruppo di amici che scrive delle lettere a se stessi nel futuro per
poi ritrovarsi 10 anni dopo a leggerle e commentarle. È un universo isolato, è
un paesino fuori dalla città e ci sono solo loro, niente più. Tutto quello che
è al di fuori di quella casa è astratto, loro sono la realtà, e sono una realtà
colma di contraddizioni e di mal di pancia. È una realtà che rischia di
esplodere in qualsiasi momento per via di tutte le parole non dette.
Il regista (o i registi?) ha messo tutte le sue conoscenze
all’interno del film. Si possono apprezzare delle finezze tipiche del grande
regista, ed il fatto che non è così conosciuto a livello mondiale le rende
ancor più gradevoli e naturali. La luce è al centro del film e con questa i
Lens Flare tanto cari a J.J. Abrams, nelle scene iniziali più pronunciati e poi
via via sempre meno, fino ad arrivare in alcuni frangenti in cui sembrano
addirittura involontari. I numerosi piani-sequenza (quelle sequenze in cui la
telecamera non stacca e segue gli attori) danno la possibilità agli attori di
esprimersi al meglio e di palesare la loro bravura. La continua messa in
discussione della regola dei 180° come nella maggior parte dei registi di
successo recenti, uno tra tutti Tarantino, unitamente agli aspetti sopra
elencati fanno valere ben più di un plauso alla regia.
Voto: 7
Durata: 100
Genere: Drammatico
Di: Paulo e Pedro Morelli

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