Trama
“Se sarai promosso con tutti 10 papà ti regala una vacanza
da sogno”. Una promessa legittima, se non fosse che Checco è un rappresentante
di aspirapolvere e la sua azienda è in piena crisi ed ha la moglie cassintegrata.
Ma quando arriva la pagella con tutti 10 tenta di mantenere la promessa.
Recensione
Dopo i due campioni al botteghino Cado dalle nubi e Che bella
giornata (quest’ultimo record d’incassi), Luca Medici in arte Checco Zalone
si presenta per la terza volta sul grande schermo con Sole a catinelle.
Sboccato, sicuramente, ma tutto da ridere senza scadere nel
demenziale, e la vis comica dell’autore (merito dello stesso Checco e dello
sceneggiatore Gennaro Nunziante) riesce a rendere il personaggio incredibilmente
credibile ed, in un certo senso, specchio della società italiana.
Quella messa in scena è una comicità che permea tutti gli
aspetti della storia, e non appesantisce la trama come capita in alcune
commedie, dove per tentare di dare un senso alla storia si deve smettere di far
ridere. In Sole a catinelle si vede e
si sente la bravura degli autori nel rendere leggera la storia che Checco
sembra quasi improvvisare davanti alla telecamera.
Checco destabilizza con la sua comicità, che sarebbe
irriverente se non fosse lui, prende in giro ogni aspetto dell’essere umano e
dell’essere italiano. Riesce in un colpo solo a fare un salto di qualità
personale ed a far fare un salto di qualità alla commedia italiana in generale.
Voto:8
Durata: 83’
Genere: Commedia
Di: Gennaro Nunziante
Con: Checco Zalone

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