Dal 3 ottobre al cinema
Trama
Guido e Serena sono una coppia romana negli anni ’70. Il
film ci racconta gli anni felici di questa famiglia.
Recensione
L’artista Guido cerca di prendersi sul serio, ma risulta
spesso caricaturale anche grazie all’ottima performance di Kim Rossi Stuart – famoso
per Vallanzasca e Romanzo Criminale -. È il classico personaggio che ricercando
l’anticonformismo cade banalmente nel conformismo più gretto: è altezzoso,
fiero e, senza volere, autoironico a tal punto che in certe sequenze sembra
quasi ridere di se stesso. Vive un complesso di inferiorità nei confronti di
tutto ciò che ha intorno, forse anche per colpa dell’educazione rigida della
madre, e cerca di insegnare l’arte ai figli di 10 e 5 anni che però,
ovviamente, ancora non sono in grado di capire quello che il padre tenta di
comunicare loro.
Serena – Micaela Ramazzotti - è una moglie fedele,
innamorata alla follia del marito. Lei lo supporta, lo incoraggia e lo perdona
quando sbaglia. Non è felice finché non capisce che cosa vuol dire essere felici
e non è libera finché non riesce a capire che cosa vuol dire essere liberi. La
sua liberazione passerà attraverso la messa in discussione di tutti i valori e
le credenze che fino a quel momento erano alla base della sua vita. La sua
liberazione passerà attraverso il tradimento del marito dopo avergli perdonato
tutto il perdonabile.
Un applauso al regista Daniele Luchetti che tra le righe ha
voluto omaggiare la pellicola girando il film con il 35mm, il 16 ed il super 8
ed inserendo nei personaggi il figlio di Guido e Serena, Dario, - un bambino di
10 anni con la passione per le telecamere - forse si è voluto inserire da
giovane in questo memorial dei film in celluloide.
È uno spaccato della Roma degli anni ’70, fatto di cornette
del telefono enormi, automobili instabili, telecamere e macchinette
fotografiche a rullino. È uno spaccato di vita vera portata sullo schermo magistralmente.
Voto:8
Genere: Dramma sociale
Durata: 100’
Di: Daniele Luchetti
Con: Kim Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti, Martina
Friederike Gedeck

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