06/06/13

La religiosa (2013)

Trama
Suzanne ha 16 anni, è nata da una famiglia borghese. Costretta dalla famiglia a prendere i voti tenta di resistere alle regole del convento ma la sua volontà è troppo forte per essere chiusa all’interno di quattro mura.

Recenzione di: La religiosa

Ispirato dal libro “La religieuse” di Denis Diderot, il film tratta della condizione della donna nel XVIII secolo. Un periodo storico buio per i diritti civili e le pari opportunità, un periodo in cui i conventi venivano utilizzati al posto dei contraccettivi: i frutti dell’errore materno, o di un abuso, venivano
relegati in questi luoghi, le vere vocazioni non erano che una sparuta minoranza a confronto. Un ulteriore pretesto per convincere le proprie figlie a prendere i voti veniva dall’usanza di portare in dote al futuro marito un po’ della ricchezza familiare, allo scopo di convincere i congiunti dello sposo di aver scelto un buon partito. Quest’ultima situazione non faceva altro che riempire ulteriormente i conventi: non solo le figlie di uno stupro o di un errore, ma anche le figlie di persone impossibilitate a sormontare tale costo, si trovavano così radunate tutte insieme a fare la volontà di un Dio che amavano in quanto forzate ad amare.

La storia, diretta da Guillaume Nicloux e sceneggiata dallo stesso con Jèrome Beaujour, è la storia di una ragazza di 16 anni, Suzanne, che prima volontariamente, poi forzatamente, si ritrova ad essere una funzionaria di Dio. Il cammino della sua fede è frastagliato e colmo di ipocrisie ed incoerenze, colmo di dolore psicologico e fisico. La sua volontà però è più forte del suo stesso fisico e con le unghie e con i denti si aggrapperà ad ogni minima possibilità di evadere da quella prigione, anch’essa psicologica e fisica. “Ti accorgi di aver bisogno di qualcosa nel momento in cui questa viene a mancare”, questa storia parla di libertà molto più di qualsiasi altra, la libertà di Suzanne non è solo al di fuori delle mura del convento, è anche al di fuori di stereotipi, usanze e credenze. Nel ‘700 quello che vuole Suzanne è solo un’utopia.

Per quanto riguarda la resa il film è in francese sottotitolato, ed è necessario che lo spettatore lo sappia prima di entrare in sala. Niente da eccepire su cast tecnico ed artistico.

Un film non-per-tutti che tutti dovrebbero vedere, non è solo un intrattenimento, è un arricchimento culturale che sazia la fame intellettuale solo di quelli i quali sanno, o possono, prendere parte a questo banchetto. 

Voto: 7