06/03/13

Upside down (2013)



Trama

Un mondo formato da due mondi, l'uno sopra all'altro; un orfano, Adam, cresce sapendo che il suo mondo è inferiore al mondo-di-sopra. L'unico contatto umano è con sua zia che gli svela il segreto del miele rosa: le api che lo producono vivono a cavallo dei due mondi, rendendolo l'unico prodotto comune ad entrambi. Avventurandosi alla ricerca di questo miele Adam conoscerà una sua coetanea dell'altro mondo, con la quale inizierà un rapporto destinato a condizionare le rispettive esistenze.


Recensione di: Upside down

La trama cavalca un’onda troppo facile, il parallelismo tra questa ed avvenimenti di attualità e storia è immediato se non precedente alla visione del film: “due popoli vicini separati, uno ricco ed uno povero, uno sfrutta l’altro per arricchirsi, l’uno odia l’altro“. Viene in mente Berlino Est ed Ovest, israeliani e palestinesi, guerre di secessione, Boston Tea Party… Guardando il film sotto questo punto di vista l'impressione è che il regista Solanas abbia voluto produrre un mix di storie realmente accadute per mettere in scena una trama che fosse comune a tutti, nella quale ognuno potesse vedere l'avvenimento che sente più vicino alla propria condizione. Idea originale e mai banale.

La regia divide i due mondi con la luce nelle inquadrature. Il mondo-di-sotto ha tinte scure che si avvicinano al bianco e nero per simboleggiare l’arretratezza da terzo mondo, i colori sono freddi e nella maggior parte delle inquadrature all’esterno, se non è notte, piove. I cittadini sono sporchi, si trascinano a piedi o in bicicletta ed alzando gli occhi provano un misto di invidia e rabbia. La città è abbandonata da Dio, tombini e cartelli stradali divelti, poche macchine arrugginite ai lati delle strade e quando sono in movimento sono foriere di brutte notizie essendo strettamente legate al concetto di benzina, quindi denaro, quindi mondo-di-sopra. Nel mondo-di-sopra i cittadini sono ben vestiti e la metropoli è in perenne movimento, c’è musica, la luce non manca mai ed essa è la caratteristica principale di questo mondo: tanti colori e tanta luce.
Una trama che accompagna la resa sullo schermo in un climax ascendente, dalla tristezza iniziale del protagonista e dal grigiume delle prime inquadrature si giunge all'innamoramento ed alla riscoperta dei colori e della luce. Non brillano né i dialoghi né le caratterizzazioni dei personaggi ed i colpi di scena sono ridotti quasi a zero. Quest'ultimo aspetto non fa del film quello che meriterebbe un'idea così originale.
Due mondi separati fisicamente, un amore fisicamente impossibile da separare.

Voto: 7

Durata: 107’
Genere: Romantico, Sci-fi
Di: Juan Solanas
Con: Kirsten Dunst, Kim Sturgess, Timothy Spall, Vincent Messina