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Trama
Un mondo formato da due mondi, l'uno
sopra all'altro; un orfano, Adam, cresce sapendo che il suo mondo è inferiore
al mondo-di-sopra. L'unico contatto umano è con sua zia che gli svela il
segreto del miele rosa: le api che lo producono vivono a cavallo dei due mondi,
rendendolo l'unico prodotto comune ad entrambi. Avventurandosi alla ricerca di
questo miele Adam conoscerà una sua coetanea dell'altro mondo, con la quale
inizierà un rapporto destinato a condizionare le rispettive esistenze.
Recensione di: Upside down
La trama cavalca un’onda
troppo facile, il parallelismo tra questa ed avvenimenti di attualità e storia
è immediato se non precedente alla visione del film: “due popoli vicini
separati, uno ricco ed uno povero, uno sfrutta l’altro per arricchirsi, l’uno
odia l’altro“. Viene in mente Berlino Est ed Ovest, israeliani e palestinesi,
guerre di secessione, Boston Tea Party… Guardando il film sotto questo punto di
vista l'impressione è che il regista Solanas abbia voluto produrre un mix di
storie realmente accadute per mettere in scena una trama che fosse comune a
tutti, nella quale ognuno potesse vedere l'avvenimento che sente più vicino
alla propria condizione. Idea originale e mai banale.
La regia divide i due mondi con la luce nelle inquadrature. Il
mondo-di-sotto ha tinte scure che si avvicinano al bianco e nero per
simboleggiare l’arretratezza da terzo mondo, i colori sono freddi e nella
maggior parte delle inquadrature all’esterno, se non è notte, piove. I
cittadini sono sporchi, si trascinano a piedi o in bicicletta ed alzando gli
occhi provano un misto di invidia e rabbia. La città è abbandonata da Dio,
tombini e cartelli stradali divelti, poche macchine arrugginite ai lati delle
strade e quando sono in movimento sono foriere di brutte notizie essendo
strettamente legate al concetto di benzina, quindi denaro, quindi
mondo-di-sopra. Nel mondo-di-sopra i cittadini sono ben vestiti e la metropoli
è in perenne movimento, c’è musica, la luce non manca mai ed essa è la
caratteristica principale di questo mondo: tanti colori e tanta luce.
Una trama che accompagna la resa sullo schermo in un climax
ascendente, dalla tristezza iniziale del protagonista e dal grigiume delle
prime inquadrature si giunge all'innamoramento ed alla riscoperta dei colori e
della luce. Non brillano né i dialoghi né le caratterizzazioni dei personaggi
ed i colpi di scena sono ridotti quasi a zero. Quest'ultimo aspetto non fa del
film quello che meriterebbe un'idea così originale.
Due mondi separati fisicamente, un amore fisicamente impossibile
da separare.
Voto: 7
Durata: 107’
Genere: Romantico, Sci-fi
Di: Juan Solanas
Con: Kirsten Dunst, Kim Sturgess, Timothy Spall,
Vincent Messina