Dal 30 gennaio al cinema
Trama
Hercules, figlio di Zeus e della regina Alcmena, è un
semidio e lo scopre dopo 20 anni di vita. A quel punto il re Anfitrione lo
ripudia tentando di ucciderlo, Hercules ritornerà per salvare la sua amata ed
il suo popolo.
Recensione di: Hercules - La leggenda ha inizio
Hercules viene inviato dal padre a combattere in Egitto, ma
la battaglia è molto più complicata del previsto e così Hercules, ed il suo
compagno d’armi Sotero, vengono catturati e ridotti in schiavitù, obbligati a
combattere per allettare le folle negli stadi. Hercules riuscirà a guadagnare
la libertà dopo molti ed estenuanti combattimenti ma, forse, tutto ciò non sarà
abbastanza per salvare la vita e sposare la sua amata Ebe, per sconfiggere il
padre adottivo, il re tiranno Anfitrione, e salvare la madre Alcmena dalle sue
grinfie. In tutto ciò il viscido fratellastro Ificle cercherà di mettere i
bastoni tra le ruote ad una leggenda che ha inizio.
Un film costato 70 milioni di dollari, ma non si sa bene
come, tutto è inaccettabile: la regia, gli effetti speciali, la storia, il
cast.
Una mostruosa quantità di errori condensata in 90 minuti di
film. Viene ripetuto “testuggine” da un militare greco che, in realtà, non poteva
conoscerla essendo una pratica militare inventata e diffusa dai romani. Hercules
è l’eroe romano che trae ispirazione dall’eroe greco Eracle: se la storia è
ambientata in Grecia, il protagonista si deve chiamare Eracle. Ebe, nel film
mortale, nella mitologia è figlia di Zeus ed Era (acerrima nemica di Eracle),
quindi in realtà divina. In nessun testo che parli di Hercules si citano arene
in cui il nostro eroe si esibiva come gladiatore, acclamato dalla folla. La
sceneggiatura è un insulto alla cultura greca, maturità classica cercasi.
La regia, assolutamente sterile, tenta di dare una valenza
mitica alle immagini portate sullo schermo, ma il risultato è uno
scimmiottamento dei miti veri e propri (a livello di popolarità e botteghino).
Quindi nelle immagini troviamo quel colore tendente al giallo e arancione nelle
diurne e bianco e azzurrino nelle notturne, chiaro richiamo al fumetto di 300. Ci sono gli stadi in cui Hercules
viene acclamato neanche fosse lui “l’ispanico” de Il Gladiatore e ci sono eserciti greci con comandanti dalla lunga e
bionda chioma, come Brad Pitt in Troy.
Il film è un’accozzaglia di tecniche e mezzucci, uno su tutti il rallenty,
ormai cifra stilistica di qualsiasi film d’azione, per cercare di riscuotere un
po’ di successo a livello visivo, ma in realtà per allungare di qualche secondo
un film con poche idee e confuse. Il film si perde nel farsi influenzare dai
recenti film epici e non porta a casa l’unico vero scopo: parlare di Hercules,
parlare delle 12 fatiche e del suo rapporto di amore ed odio con le divinità,
essendo un semidio.
E la domanda che ora sorge è: a chi è destinato questo film?
Escludendo le persone con maturità classica e quelle con un minimo di
brillantezza intellettuale, il film è palesemente diretto ad una fascia d’età
molto bassa, solo un bambino potrebbe trovare razionale un film di questa
portata contro-culturale. Bambini e basta? Ma no, il titolo cela la truffa, Hercules – la leggenda ha inizio. Come
saprete tra 4 mesi uscirà un altro film su Hercules, e questo sembra essere allettante,
quindi “la leggenda ha inizio” si pone, a livello prettamente temporale e
linguistico, come prequel a quello che sembra possa essere un bel film.
Praticamente una truffa.
Voto: N.C.
Di: Renny
Harlin
Genere:
Epico
Durata: 90’
Con: Kellan
Lutz, Gaia Weiss, Scott Adkins, Roxanne McKee

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