Data di uscita: 12 Settembre 2013
Trama
L’atletico Pabarile viene umiliato come ogni anno dal
Montecrastu, il ritorno in paese del giovane Matzutzi rivoluziona gli equilibri
del campionato della terza categoria sarda. Le vicende delle due squadre si
alternano con l’ascesa professionale di Cruciani, arbitro ai massimi livelli
internazionali e con la sottotrama di due cugini, coinvolti in una faida legata
ai codici arcaici della pastorizia.
Recensione di: L’arbitro
L’ultimo film di Paolo Zucca è un connubio di tre storie ed
altrettanti toni: la viscida storia di un ambizioso arbitro, la storia di un
pastore sardo vendicativo e la divertente storia di una disgraziata squadra di
calcio che conosce la vittoria grazie ad un talento argentino. È girato
interamente in bianco e nero e si apprezzano i tentativi, riusciti in parte, di
cercare di rendere la personale visione estetica del regista.
Stefano Accorsi è l’arbitro e la sua parte di film la più
interessante. È una storia gonfia di ipocrisie, di do ut des, di compromessi e menzogne. Ha contatti con un toscano
che dopo una partita lo prende in giro con un “T’arrestano… t’arrestano…” – citando
platealmente Innocenzo Mazzini intercettato al telefono con Lotito nell’ambito
di Calciopoli -, il presidente della “FEFA” si chiama Jean Michel - quello vero
Michel Platinì –. Una storia insomma che cita eventi e personaggi accaduti ed
esistenti per aggravare il messaggio colmo di ambizione ma privo di scrupoli.
Se la storia dell’arbitro internazionale cerca appigli alla
realtà la storia del pastore sardo è reale. Tratta dell’anima di una regione
colma di vendette, silenzi che urlano e sguardi che parlano. Due cugini che
militano entrambi nella squadra Montecrastu sono i protagonisti di una faida
iniziata con l’uccisione di una pecora. Come spesso accade in questa faida non
c’è uno scontro verbale, ma sottili schermaglie che portano ad un escalation di
violenza che si sarebbe potuta evitare.
La parte divertente della storia è quella predominante:
l’ascesa al successo della squadra Pabarile. Il talento Matzutzi torna nella
terza categoria sarda per trascinare la squadra alla vittoria. Fa ridere tutto:
le inquadrature, i dialoghi, le riprese a ralentie, le pose plastiche di
arbitri e giocatori, i tifosi, l’allenatore.
Tre microcosmi intrecciati tra di loro che collidendo
partoriscono il film “L’arbitro”, ispirato dall’omonimo corto del 2009
vincitore del David di Donatello e il Premio speciale della Giuria a
Clermont-Ferrand (il più importante festival del cortometraggio in Europa).
Voto: 7,5
Durata: 90 minuti + recupero
Genere: Commedia
Genere: Commedia
Presentato da: Amedeo Pagani
Di: Paolo Zucca
Con: Geppi Cucciari, Francesco Pannofino e Stefano Accorsi
