Trama
I turchi condotti dal Gran Vizir Mustafà attaccano Vienna
per conquistarla ed utilizzarla come fulcro per sottomettere tutta l’Europa. Grazie
alla guida spirituale di Marco da Aviano, le forze della Santa alleanza
respingeranno questo attacco difendendo così il cristianesimo e la cultura
occidentale.
Recensione di: 11 settembre 1683
Le mire espansionistiche dell’Islam sono parte integrante
della religione con la Jihad, ossia la
conversione forzata degli
infedeli con l’uso della forza se necessario, e per questo storicamente si annoverano numerosissimi tentativi in tal senso. Per i mussulmani infatti, la sottomissione di un popolo e l’invasione dei suoi possedimenti non ha interessi commerciali o economici fini a se stessi, ha un fine più alto: – che poi è quello che ognuna delle tre grandi religioni monoteistiche lascia sottintendere – l’affermazione dell’unico verbo, dell’unico Dio vero: Allah.
infedeli con l’uso della forza se necessario, e per questo storicamente si annoverano numerosissimi tentativi in tal senso. Per i mussulmani infatti, la sottomissione di un popolo e l’invasione dei suoi possedimenti non ha interessi commerciali o economici fini a se stessi, ha un fine più alto: – che poi è quello che ognuna delle tre grandi religioni monoteistiche lascia sottintendere – l’affermazione dell’unico verbo, dell’unico Dio vero: Allah.
Con l’eredità - che in questo caso è più un fardello –
lasciata da “Il Gladiatore”, “Troy” o, se vogliamo, anche “300” guardando un
film di genere guerra/storico ci si aspetta molto di più di quello che viene
messo in scena, a partire dai dialoghi. Per loro conformazione devono essere
secchi e perentori se a parlare sono i comandanti, carichi di pathos e
struggenti se sono le mogli o i figli, ispirare saggezza e suscitare empatia se
sono gli anziani, viscidi e menzogneri se a parlare è il traditore. Nel film i
dialoghi è come se mancassero, evitano di dare per scontato ogni evento e così
a cadenza regolare vengono utilizzati per ricordare “gli episodi precedenti”
rendendo la narrazione estremamente pesante e lenta, i comandanti non ispirano
fiducia e le donne hanno la loro maggior espressione in una sordomuta che, per
carità, si impegna, ma non potrà mai stravolgere la storia con un discorso
struggente.
In un film di guerra tra il ‘600 ed il ‘700, cioè quando
storicamente iniziano ad essere utilizzati cannoni, moschetti e polvere da
sparo, ci si aspettano degli effetti speciali degni di questo nome. Non è così,
sono ridicoli, non sono ammissibili tali effetti speciali in un film del 2013,
le esplosioni sono innaturali, i proiettili dei cannoni così come dei fucili si
riescono a vedere lungo il loro percorso. Gli schizzi di sangue durante la
battaglia, oltre ad essere pochi, sembrano realizzati con le più elementari
tecniche cinematografiche, quasi amatorialmente.
Se il film fosse stato girato negli anni ‘70 forse,
forse, forse si sarebbe potuto capire, ma oggi proprio no.
Quindi analizzando la resa emerge la nota dolente di
questo film: un budget limitato. Il regista ha dichiarato che ha aspettato 12
anni per mettere insieme le risorse finanziarie per realizzarlo, nel frattempo
però avrebbe dovuto curare maggiormente i dialoghi – anche per quanto riguarda
la differenza linguistica tra austriaci, turchi e polacchi che viene resa con
la stessa lingua, senza sottotitoli – e magari aspettare un altro po’ di tempo
dato che un film di guerra non può prescindere da costosi effetti speciali.
Un avvenimento storico interessante, tanto che la data è
stata scelta dagli attentatori per abbattere le torri gemelle, che ha perso l’occasione
di farsi conoscere al grande pubblico per colpa di un budget limitato ed una trascuratezza
illimitata. Voto: 4
